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La Basilica

LA BASILICA ORIGINARIA

San Valentino, martirizzato a Roma, fu trasportato a Terni per una sepoltura provvisoria come consentivano i tempi di persecuzione da parte dell’Imperatore Aureliano.

Successivamente fu scavata una tomba a circa 20 palmi con la forma di un cavo regolare.

Qui furono costruiti, col tempo, due simmetrici corridoi laterali all’Oratorio primitivo con in mezzo un altare, sotto il quale fu deposto il Sacro corpo.

Sotto il pavimento della chiesa primitiva sorse la Confessione (luogo sacro che ricorda il martirio) interamente lastricata di marmi e grosse pietre di gran pregio, che andava per le due navate sotto la Chiesa e terminava sopra il corpo del Santo.

L’attuale cripta occupa presumibilmente parte dell’area che nel secolo III delimitava l’Oratorio dedicato al culto del Santo Valentino.

Dopo l’Editto di Costantino, sulla libertà religiosa nel 313 d. C., al posto del primitivo Oratorio sorse , per opera dei fedeli ternani una sontuosa Basilica.

Dopo che la stessa fu distrutta, nel corso del secolo VI, dall’invasione dei Goti, ne fu edificata un’altra a cinque navate, sempre ad opera di industriali ternani, in due fasi distinte:

la prima tra il 625 ed il 632 d. C. e la seconda tra il 642 ed 648 d.C. quando le gestione dell’edificio dal Clero locale passò ai Benedettini fino al XII secolo, che nel 1100 cedettero ad un capitolo di Collegiale di canonici, il cui preside assunse il titolo di Arciprete, in sostituzione di quello di Abate.

Nell’anno 742 d. C., nella Basilica avvenne lo storico incontro tra il papa Zaccaria ed il Re dei Longobardi Liutprando, i quali firmarono i trattato di pace con cui il re si impegnò a restituire alla Chiesa alcuni beni e città tra cui Sutri.

Ne secolo XV i Ternani, probabilmente restaurarono la Basilica munendola di saldi ed alti bastioni per impedire l’accesso ai narnesi, che ne rivendicavano il possesso.

Il 24 giugno 1606 ebbero inizio i lavori di costruzione della terza ed attuale Basilica.

La prima pietra fu posta dal Vescovo di Alatri mons. Lucantonio Gigli (poiché il Vescovo eletto mons. Ludovico Ripa non aveva ancora preso possesso della diocesi), la seconda fu posta dal venerabile Padre Pietro della Madre di Dio predicatore Apostolico Carmelitano scalzo e già Superiore Generale dei carmelitani scalzi, la terza fu posta dal servo di Dio Giovanni Battista Vitelli di Foligno.

I lavori si ultimarono nel 1630 e la Basilica fu benedetta il 20 luglio 1630 dal Vescovo di Terni mons. Cosimo Mannucci.

La Consacrazione della stessa avvenne nel 1649 ad opera del Vescovo di Terni Sua Em. Card. Francesco Angelo Rapaccioli.

Dal 1606 al 1866 ininterrottamente, la Basilica fu custodita dai padri carmelitani scalzi, che nel 1606 costruirono con il contributo del Comune di Terni un convento sul lato sinistro della chiesa.

A seguito della legge di soppressione del 1860 i Padri Carmelitani furono costretti ad abbandonare Terni.

In quel periodo, secondo le Cronache del convento conservate nell’archivio, tra il 1864 ed il 1865 ci fu il tentativo, da parte di alcuni operai mandati dal Comune, di traslare altrove l’urna contenete il corpo del santo, ma inutilmente perché i quattro robusti operai “non riuscirono a sollevare l’urna, diventata tanto pesante … “ ( relazione autentica con interrogazione di Domenico Adami nel 1881).

Nel 1906 i padri carmelitani Scalzi tornarono a Terni e costruirono sul fianco destro della Basilica un modesto convento, restaurato nel 1955

La basilica ridotta in pessime condizioni fu restaurata parzialmente nel 1912 ed in modo quasi totale nel triennio 1924 – 1927 ad opera di Padre Valentino Poscia.

Il 5 maggio 1943 la Basilica di san Valentino venne costituita Parrocchia il cui primo parroco fu Padre Michele Mazzocchi, che la dotò delle strutture essenziali.

Negli anni 1965 – 1970 fu curata la completa revisione dei tetti, fu eretto un altare al santo Bambino di Praga che sostituiva il precedente altare del sacro cuore, fu trasformato l’altare maggiore e la basilica fu dotata di impianto di riscaldamento ad aria.

Nel 1987 fu posto il maestoso organo a canne della ditta Bevilacqua di Torre dei Nolfi di Bugnara (Aq).

Negli anni 1991 – 1993 è stata posta, sopra i Portale, l’elegante vetrata istoriata, raffigurante San Valentino che porge una rosa ad una coppia di fidanzati.

 

L’ATTUALE BASILICA

L’attuale basilica risale al 1606, presenta una facciata risalente al XVII secolo, molto sobria ed legante, di autore ignoto, animata da paraste.

In alto l’iscrizione latina “ I Padri Carmelitani completarono la facciata di questa Basilica con il contributo del Comune nell’anno di salvezza 1854”.

In alto in apposite nicchie a sinistra ed a destra di chi guarda, sono esposte le statue di san Valentino e sant’Anastasio, compatrono di Terni; più in basso nelle nicchie a sinistra Sant?Elia e santa Teresa di Gesù, rispettivamente Padre e Riformatrice dei Carmelitani; nelle due nicchie di Destra San Giovanni della Croce, Primo Carmelitano Scalzo e Padre della Chiesa, e Sant’Agata un tempo molto onorata a Terni.

Entrando in Basilica e percorrendo la navata di Destra, osserviamo in successione la cappella spoglia ed austera del Crocefisso in legno del 1700, la cappella del bambino di Praga e la cappella di san Michele Arcangelo in cui ammiriamo la tela di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino m(1568 – 1640) che ripropone il tema dell’Arcangelo San Michele che uccide il dragone.

Sula lato sinistro della cappella si staglia il monumento eretto da Ferdinando Sciamanna allo zio, il nobile ternano Brunoro Sciamanna, Vescovo di Caserta; a destra notiamo il monumento eretto dallo stesso Ferdinando Sciamanna al padre Ludovico Sciamanna.

Avvicinandoci all’altare maggiore, il quadro centrale mostra san Valentino che invoca su Terni la protezione della madonna; al lato sinistro è riprodotta la Natività, al lato destro la adorazione dei magi: opere di pregevole fattura di frate Luca S. Carlo da Nivélles – Belgio (1612 – 1682), Carmelitano Scalzo, pittore di scuola fiamminga che ebbe l’incarico di decorare la Basilica.

Dalla chiesa è piuttosto agevole passare al CORO risalente al secolo XVII, restaurato nel 1991 dalla ditta zoccoli di Todi.

Al centro il devoto oratorio dell’anno 1700, denominato pozzo di San Valentino, attribuito ad Ettore Ballerini. L’Ovale del secolo XVII, rappresenta la scena del martirio del Santo Vescovo. In alto una iscrizione latina la quale recita: “ il corpo del Beato Valentino, Vescovo e Martire, concittadino e Patrono Principale, prelevato dalle oscure tenebre, fu collocato con il contributo del Comune di Terni in questo luogo più onorevole”. Elevando lo sguardo al di sopra dell’iscrizione ammiriamo una Madonna bellissima con Bambino, detta di Santa Maria Maggiore, che ripropone il quadro della Madonna di S. Luca Evangelista, il primo che ci ha rivelato il volto della Santa Vergine.

Tra i quadri più significativi ammiriamo i quattro Evangelisti, opere di frate Luca di S. Carlo (l’Evangelista Luca è rappresentato con un dipinto in mano della Madonna col Bambino Gesù, per confermare la tradizione secondo cui il Santo evangelista era pittore e ci avrebbe data la vera immagine della SS. Vergine).

Infine, il particolarissimo dipinto del la crocifissione con la SS. Vergine raffigurata svenuta, insieme a san Giovanni e S. Maria Maddalena, di autore ignoto.

Ritornando in chiesa, lungo la navata di sinistra ammiriamo la cappella di santa Teresa in cui sono riprodotte alcune scene della vita della santa ed ai lati il matrimonio spirituale della santa e la usa estasi, di autore ignoto.

Segue la cappella del Carmelo con dipinti riferiti alla Madonna del Carmine, allo Scapolare ad all’Anno Santo: opera di Umberto Catalani de L’Aquila, eseguita nell’anno 1951 in occasione del VII centenario del dono dello Scapolare.

Giungiamo in fine, alla cappella di santa Teresina, ove contempliamo il dipinto di Polidoro di Todi (1586 – 1648) che propone la scena di S. Giovanni Battista, Precursore, indicante il Messia.

Tutte le cappelle laterali sono state erette con i lasciti delle nobili famigli ternane quali: Fam. Sciamanna, Fam. Filerna, Fam. Galeani, Fam. Leoncini e Fam. Jazzi, ad eccezione di quella di Santa Teresa.

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